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Una caccia al tesoro che finisce da te

Con CityLoot metti in palio un premio e scrivi un percorso di indizi che porta fino da te. Chi gioca segue gli indizi sul telefono, uno alla volta, e per tutto il tempo il posto che sta cercando è il tuo. Quando arriva, ritira il premio da te. Costa quanto il premio.

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L’iscrizione richiede un minuto e nessun documento. Per i primi esercenti non c’è un canone.

Il conto

Quanto costa, e a quante persone arrivi

Un esempio per capire le proporzioni, non una statistica: il pilota comincia adesso e i numeri veri li pubblicheremo quando li avremo.

2

premi in palio

Per esempio due caffè. Quanti metterne lo decidi tu, e quando finiscono la caccia continua per i punti.

100

persone che giocano

Ognuna legge, tappa dopo tappa, indizi che raccontano il tuo quartiere e portano fino a te.

30

minuti di attenzione

Il tempo che ci vuole a finire una caccia: mezz’ora in cui il tuo posto è la cosa che stanno cercando.

La differenza è fra chi ti vede e chi ti cerca. Una pubblicità la si vede di sfuggita; una caccia la si gioca, e mentre la si gioca il tuo posto è quello da trovare. Se cento persone la giocano, cento persone hanno passato del tempo con il tuo nome e il tuo quartiere in testa, e quelle che vincono vengono a ritirare il premio di persona. Quello che hai speso sono i due premi, andati a due clienti.

Chi gioca

Chi arriva alla tua porta

Pubblici diversi, con motivi diversi per giocare, e la stessa ultima tappa: la tua. Sono gli stessi in ogni città. I numeri dicono quanto è grande il bacino da cui ognuno viene, non quanti giocano CityLoot: il pilota comincia adesso, e quei numeri li pubblicheremo quando li avremo. Sono numeri di Roma, la città da cui si parte, perché sono gli unici che abbiamo.

10%

delle esperienze in viaggio in Italia sono culturali, contro il 22% all’estero · Visit Italy, 2024

Chi vive in città e vuole vederla con altri occhi

Chi vive in una città d’arte la conosce meno di quanto crede, e un sabato in un quartiere dove non va mai è una cosa da raccontare. È il cliente che può tornare: il turista passa una volta, chi ci vive e scopre un bar giocando ci ripassa il mese dopo.

112.000

iscritti alla sola Sapienza, a Roma; ogni città universitaria ne ha decine di migliaia · MUR, 2024/25

Gli studenti

Ogni autunno arrivano migliaia di fuori sede ed Erasmus che della città conoscono la stazione e la facoltà. Camminano, hanno tempo fra le lezioni e un caffè gratis per loro è un caffè gratis. Per un locale vicino a un’università è il pubblico di tutti i giorni per tre anni.

22,9 mln

di arrivi a Roma nel 2025, la città da cui si parte; 12 milioni dall’estero · EBTL, Roma Capitale

I turisti che passano di qui

Dopo i monumenti cercano una ragione per entrare in un quartiere. Non ti conoscono e non ti conoscerebbero mai: una caccia che finisce alla tua porta è l’unico modo in cui ti incontrano. L’app parla italiano e inglese.

63%

dei viaggiatori pensa di andare in una meta fuori dai percorsi battuti nel prossimo viaggio · Expedia Unpack ’25, 25.000 intervistati

Chi i monumenti li ha già fatti

Chi resta più di un giorno, o in città è già stato, dal secondo giorno ha tempo e vuole la città «dove va chi ci vive». È il pubblico che entra in una bottega invece che in un negozio di souvenir, e cerca esattamente quello che una caccia scritta da chi vive lì gli dà.

0,5–1,4 km

la lunghezza delle cacce a piedi pubblicate oggi, in 3–6 tappe · dato nostro

Chi cammina

Chi esce a piedi per il gusto di farlo: la passeggiata, il cane, i diecimila passi. Una caccia è una passeggiata con una destinazione, venti o quaranta minuti. È gente che era già per strada e che, senza un indizio, sarebbe passata davanti alla tua porta senza vederla.

14,2 mln

di videogiocatori in Italia, il 78% su telefono, il 60% sotto i 35 anni · IIDEA, 2025

Chi gioca per i punti

Il gioco che si fa camminando è un’abitudine da dieci anni, non una novità. Questi giocano per la classifica e i badge, e una caccia dopo l’altra: sono quelli che le cacce le finiscono, arrivano davvero alla porta e tornano per la successiva. Il premio è la conferma, i punti il motivo.

52%

di chi va in un’escape room lo fa per stare insieme · ricerca di mercato, Europa 2025

Gruppi di amici e coppie

Chi cerca una cosa da fare insieme che non sia «andiamo a bere qualcosa»: un pomeriggio con una struttura, qualcosa da risolvere in due o in quattro, la foto alla fine. Arrivano in gruppo: un premio consegnato a uno porta dentro anche gli altri tre, che pagano.

1 su 3

famiglie italiane non può permettersi una settimana di vacanza fuori casa · Istat, 2025

Famiglie con bambini

Il tempo libero è vicino casa, ed è lì che serve una risposta a «che facciamo sabato». Una cosa gratuita, all’aperto, breve, dove il bambino ha un ruolo: è lui che trova. Un gelato in palio per lui è un caffè per i genitori, e le famiglie del quartiere sono clienti per anni.

L’analisi completa, con le fonti

Per chi è

Non serve avere un bancone

Un negozio fa finire la caccia davanti alla propria porta. Una guida, un’associazione o un museo non hanno una porta, ma possono firmare una caccia con il proprio nome e, se vogliono, mettere in palio qualcosa che arriva a distanza. Qualche esempio.

Un bar

Mette in palio dieci caffè e fa finire la caccia davanti alla propria porta. Chi arriva ha appena risolto l’ultimo indizio e viene a ritirare il premio: è un buon momento per conoscersi, e per far tornare qualcuno che prima non sapeva che il bar esistesse.

Una libreria

Scrive cinque tappe sui libri che parlano del quartiere e mette in palio un buono da spendere in negozio. Chi gioca passa mezz’ora fra libri e luoghi, e chi vince entra con un motivo per comprare.

Una guida turistica

Non ha un negozio e non le serve. Firma una caccia a punti con il proprio nome, così la giocano anche quelli che ci vivono e non solo i turisti; se vuole, mette in palio uno sconto sulla prossima visita, che arriva direttamente sul telefono di chi vince.

Un’associazione culturale

Racconta la storia del rione con le proprie tappe e il proprio nome. Il premio può essere un posto al prossimo evento, consegnato a distanza, oppure qualcosa da ritirare al banchetto in piazza. I dati fiscali servono solo se c’è un premio.

Come funziona

Tre passi, dal premio alla consegna

1

Decidi il premio

Un caffè, uno sconto, un assaggio, un posto in visita: quello che ha senso per te, e quanti metterne. Puoi anche non metterne: una caccia a punti con il tuo nome sopra è comunque un modo di farti conoscere.

2

Scrivi il percorso

Poche tappe che portano fino a te, o che raccontano il tuo quartiere. Per ognuna scegli se chi gioca deve arrivare sul posto, rispondere a una domanda, o tutte e due. Se non sai da dove partire, c’è un percorso già impostato.

3

Consegni il premio

Chi finisce la caccia riceve un codice sul telefono. Tu lo cerchi dal portale o dall’app, vedi cosa devi dare e lo segni come consegnato: da quel momento non vale più. Se il premio arriva a distanza, il codice risulta consegnato da solo.

Cosa costa oggi

Per i primi esercenti non c’è nessun canone: aprire il portale e pubblicare le cacce è gratuito. L’unica spesa è il premio, che va a un cliente. Se in futuro cambierà, lo saprai in anticipo.

Il regolamento, e chi lo firma

In Italia chi mette in palio un premio deve avere un regolamento scritto, e il promotore sei tu. Il portale lo compone con i dati che ha e lo pubblica su una pagina aperta a tutti. È per questo che, solo a chi mette in palio un premio, chiediamo ragione sociale, codice fiscale e sede: per le cacce a punti non servono.

Ti iscrivi e prepari tutto subito. Prima di comparire sulla mappa aspetti solo che controlliamo che l’attività esista: di solito un giorno o due.

Domande

Le domande più frequenti

Posso fare solo cacce a punti, senza premio?

Sì. Una caccia a punti porta il tuo nome sulla mappa e in ogni indizio, e non ha bisogno né di regolamento né di dati fiscali. Per una guida o un’associazione spesso è il modo più semplice di cominciare.

Non ho un negozio. Dove si ritira il premio?

Non si ritira: arriva a distanza. Chi vince riceve un codice e tu lo onori quando si fa vivo, per esempio con uno sconto sulla visita o un posto all’evento. Se hai un punto d’incontro puoi indicarlo come punto di ritiro, ma non è necessario.

Quanto ci vuole a scrivere una caccia?

Una sera, di solito. Si scrive una tappa alla volta: dove si trova, l’indizio, tre suggerimenti. Puoi salvare e riprendere quando vuoi, e finché non la pubblichi non la vede nessuno.

Chi scrive gli indizi?

Tu, perché nessuno conosce il tuo quartiere come te. Un buon indizio non dice il nome della via ma descrive il posto. Se vuoi, prima della pubblicazione li rileggiamo insieme.

E quando i premi finiscono?

La caccia resta sulla mappa per i punti, e l’app avvisa chi la apre prima che parta. Nessuno arriva da te a chiedere un caffè che non c’è più.

Quanto costa?

Per i primi esercenti non c’è nessun canone: si paga solo il premio, che va a un cliente. Se in futuro cambierà, lo saprai in anticipo.

Devo dare la partita IVA?

Non all’iscrizione: bastano il nome con cui vuoi comparire, che tipo di attività sei, la città e un indirizzo email. Ragione sociale, codice fiscale, sede e legale rappresentante si chiedono solo se metti in palio un premio, perché il regolamento deve indicare chi lo promuove.

Posso smettere quando voglio?

Sì. Una caccia si toglie dalla mappa in un clic. I codici già in mano ai giocatori restano validi, così chi ha vinto se lo ritira comunque.

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